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ITINERARIO 03 TESTIMONIANZE ETRUSCHE: TRACCE DI UN’ANTICA CIVILTÀ

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"Lion la testa, il petto capra, e drago la coda; e dalla bocca orrende vampe vomitava di foco", così è descritta nell'Iliade di Omero la mitologica Chimera. Riprodotta in un bronzo, la Chimera rinvenuta ad Arezzo nel 1553 risalente però al quinto secolo a.C., rappresenta oggi uno degli esempi meglio conservati di arte etrusca. Soltanto per vedere la Chimera d'Arezzo varrebbe la pena organizzare una visita al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, dove questo bronzo antico è conservato. L'altro pezzo celebre della sezione etrusca del museo è l'Arringatore (I sec. a.C.) che fa bella mostra di sé in una delle numerose sale espositive. In un colle che guarda Firenze, gli Etruschi costruirono una cittadina che mostra ancora orgogliosamente i suoi natali antichi: Fiesole.

Qui il Museo Civico Archeologico è collegato a un'area archeologica dove sono visitabili gli scavi del teatro, delle terme e del tempio etrusco-romano che venne costruito tra la seconda metà del IV secolo a.C. e il II secolo a.C. L'area archeologica è di grande splendore e nel teatro, spesso, soprattutto nella stagione estiva, vengono realizzati piacevoli spettacoli musicali. Il museo è ricco di reperti etruschi e romani, che si sono sommati nel corso dei secoli e nel susseguirsi delle invasioni nel territorio sottostante. Fiesole è celebre anche per il bellissimo panorama sulla vicina Firenze che possiamo godere da molte delle terrazze panoramiche che si trovano nella cittadina.

Ma gli Etruschi non si sono fermati a Fiesole e troviamo testimonianze della loro civiltà un po' dovunque in Toscana. L'Antiquarium di Sant'Appiano a Barberino Val d'Elsa raccoglie infatti molti dei reperti archeologici, d'origine etrusca, che sono stati rinvenuti nelle zone limitrofe durante le campagne di scavo seguite ai ritrovamenti fortuiti di inizio Novecento. Qui sono conservati numerosi oggetti provenienti dalle tombe di nobili famiglie, dislocate un tempo nella valle dell'Elsa e nei pressi della vicina Volterra, l'antica Velathri degli Etruschi.

Ai numerosi vasi, urne, cippi e cassette cinerarie conservati a Sant'Appiano risponde la meraviglia della sezione archeologica di un altro museo toscano: il Museo Civico di Fucecchio. La raccolta propone un allestimento ordinato secondo precisi criteri didattici e la sezione etrusca, vanta preziosi vasi in bucchero prodotti a Vulci, Chiusi, Orvieto e Tarquinia tra la fine del VII e la prima metà del VI sec. a.C. Si tratta di un museo piccolo ma estrememente interessante che si è appena arricchito di una nuova collezione, quella Lotti, attraverso la quale altri reperti etruschi, come le due splendide olpai etrusco-corinzie, utilizzate per contenere vino e prodotte a Vulci tra il 630 e il 540 a.C., sono stati aggiunti alla preesistente esposizione.

Varcando i confini di Firenze, a Prato ci aspettano altrettante sorprese e allettanti soste.

Ospitato nei sotterranei della Villa medicea di Artimino, il Museo Archeologico Comunale nacque nel 1983 per raccogliere i numerosi reperti dell'insediamento etrusco di Artimino e della zona di Carmignano, tra i quali, si ricordano qui fra tutti, il noto incensiere in bucchero a traforo, il corredo di Grumaggio (dalla località dove fu rinvenuto) all'interno del quale troneggia un cratere etrusco a figure rosse e un servizio da simposio di bronzo appartenuto con certezza a un nobile signore dell'antica Etruria.

Ancora all'epoca etrusca risale la Tomba di Montefortini che, avendo al suo interno ben due distinte sepolture a camera, rappresenta oggi uno dei siti maggiormente visitati dagli appassionati, ai piedi del colle di Artimino. La tomba è stata molto generosa nella restituzione di preziosi corredi, costituiti da vasellame di bucchero, urne e monili. Alla ricerca di antichi tesori, il percorso prosegue nell'Area Archeologica di Pietramarina occupata dagli Etruschi a partire dal VII secolo a.C., nella Necropoli etrusca di Prato Rosello, dove si giunge attraverso una magnifica passeggiata nei boschi e a Gonfienti, nella pianura pratese compresa fra la Calvana e il fiume Bisenzio.

Sebbene le cose da vedere siano tante, non possiamo lasciare fuori dall'itinerario l'affascinante percorso archeologico dell'Antico Palazzo dei Vescovi a Pistoia. Qui, nelle segrete del palazzo, dopo il rinvenimento fortuito di due cippi funerari (VI-V secc. a.C.), un'intensa campagna di scavo ha riportato alla luce resti di antichi edifici, materiali ceramici e oggetti che hanno visto poi la collocazione in vetrine approntate proprio sugli scavi, costituendo così "un percorso archeologico attrezzato". Lo studente sarà affascinato da tali luoghi, specialmente per quel contrasto tra la loro caratterizzazione sotterranea e lo svelamento che via via l'uomo vi sta ostinatamente operando, quasi non volendosi arrendere alla scomparsa del popolo etrusco.

// Firenze: Museo Archeologico Nazionale, Museo Civico, Archeologico di Fiesole, Antiquarium di Sant'Appiano (Barberino Val d'Elsa), Museo Civico di Fucecchio;

// Prato: Museo Archeologico Comunale di Artimino, Tomba etrusca di Montefortini, Area Archeologica di Pietramarina, Necropoli etrusca di Prato Rosello, Gonfienti;

// Pistoia: Percorso Archeologico dell'Antico Palazzo dei Vescovi.

// L'itinerario proposto potrebbe coinvolgere le manifestazioni culturali e gli eventi museali che le varie sedi ospiteranno nei periodi in cui verranno concordate le visite; potrà subire variazioni a seconda del periodo scelto per la sua realizzazione.