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ITINERARIO 04 DAL MARMO ALLA CATTEDRALE: LUNGO LE ROTTE DEL VERDE DI PRATO

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Immagine della Piazza del Duomo di Firenze

Immagine Cattedrale di San Zeno a Pistoiadescrizione da definiredescrizione da definiredescrizione da definire

Cos'è il marmo?
Una pietra.
Per l'esattezza una roccia metamorfica composta prevalentemente di carbonato di calcio così come riporta Wikipedia.

Con questo materiale che la formula molecolare riduce a un semplice CaCO3 sono stati realizzati i più bei palazzi e le più belle cattedrali che l'uomo oggi possiede. Le tipologie del marmo sono molteplici, ma in Toscana ce ne sono soprattutto due tipi che hanno fatto la storia della sua architettura: il marmo di Carrara e quello verde di Prato. Le loro tonalità - sostanzialmente bianco quello di Carrara e verde, appunto, quello di Prato- generano un contrasto nell'utilizzo congiunto che ha risposto al gusto estetico dell'arte romanica italiana. La straordinaria roccia ofiolitica del Monteferrato (Toscana settentrionale), chiamata "marmo verde", ha il suo più grande giacimento nella storica cava di Figline, nei pressi di Prato, e insieme al bianco di Carrara è giunta a rivestire il duomo pratese e quello fiorentino, nonché quello pistoiese, caratterizzando tali edifici per un peculiare policromismo architettonico e costituendo così un trait d'union fra le tre province.

Possiamo quindi partire questa volta da Prato e intraprendere un viaggio che abbia come oggetto di attenzione gli antichi monumenti realizzati con questi materiali. Ci accorgeremo ben presto come tali esempi risalgano, come già anticipato, a un determinato gusto artistico che partendo dal Medioevo giunge fino al Rinascimento. Lasciandoci alle spalle Figline, sulle prime pendici dell'Appennino, andiamo a veder dove è stato impegnato il 'verde di Prato'. A Prato ci diamo appuntamento davanti al Duomo, la cattedrale risalente al X secolo, dedicata a Santo Stefano, che rappresenta il cuore religioso e non solo, di Prato. Affacciandosi dalla finestra Curzio Malaparte ne descriveva la fronte così: "a strisce bianche e verdi, il Pergamo di Michelozzo e di Donatello, appeso come un nido all'angolo della facciata... di pietra tagliata, di buona e liscia pietra pratese". Sì, si tratta sostanzialmente di una decorazione costituita da una serie di strisce (di alberese e serpentino), interrotte però dai motivi delle cornici del rosone e dei portali sui quali si inseriscono guglie, pilastrini, archi e contrafforti uniformati dalla bicromia che domina.

Prima di continuare il percorso alla ricerca di edifici che riproducono simili effetti architettonici e decorativi, non possiamo non entrare in cattedrale. Qui, il notissimo ciclo di affreschi con le Storie di Santo Stefano e le Storie di San Giovanni, realizzate da Fra Filippo Lippi tra il 1452 al 1465 che ha conosciuto un restauro ventennale, catturerà l'occhio e l'attenzione dello studente, cui si farà notare come quel gusto per la bicromia marmorea sia ancora presente nel Quattrocento e come lo si potrà rintracciare in alcune delle scene affrescate, nel famoso Banchetto di Erode ad esempio. Lasciata la cattedrale, l'itinerario comprenderà la visita alla Basilica di Santa Maria delle Carceri, al Castello dell'Imperatore, al Conservatorio e Monastero di San Niccolò, alla Chiesa di San Francesco e a quella di San Domenico, oltre che all'Oratorio di Santa Maria Maddalena ai Malsani, dove la modulazione marmorea ricorre e si rinnova di volta in volta.

Da Prato il marmo giungeva via fiume, in questo caso l'Arno, a Firenze e quanto il suo impiego sia stato grandioso è facilmente intuibile se visitiamo la fiorentina piazza del Duomo. Qui la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il trecentesco campanile di Giotto e il Battistero sono interamente rivestiti da pareti marmoree anche se soltanto il Battistero, il più vecchio fra i tre edifici, consacrato nel 1128, sembra dialogare con l'aspetto della cattedrale pratese. Un linguaggio simile lo ritracciamo, a Firenze, nella chiesa di San Miniato al Monte che, insieme al Battistero di San Giovanni, è il più importante edificio romanico della città. La chiesa di San Miniato al Monte rappresenta uno scrigno prezioso, ricco di specchiature marmoree in facciata, dove si apre anche uno splendido mosaico della metà del Duecento con Cristo benedicente in trono tra la Madonna e San Miniato. In facciata, rintracciamo lo stesso materiale ma non il medesimo andamento orizzontale delle strisce marmoree come nella cattedrale di Prato: qui le decorazioni osano intrecci, archi, cornici e reticoli, cui rispondono all'interno le specchiature di marmo lungo le navate e nell'abside. Un vero capolavoro.

Anche le maggiori chiese di Pistoia, quali la Cattedrale di San Zeno e il Battistero, la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, quella di San Pier Maggiore, di Sant'Andrea e di San Bartolomeo in Pantano si inseriscono perfettamente nel taglio dato a quest'itinerario. Realizzati tra il XI e XII secolo, tali edifici ci presentano un romanico che attinge moduli e stilemi dagli esempi fiorentini e pratesi, raggiungendo uno stile proprio, elegante e fortemente individuale, che mantiene l'amore per il cromatismo e l'uso del marmo verde di Prato. All'interno di queste chiese ci sono pulpiti romanici degni di nota: quello invece di Fra' Guglielmo da Pisa in San Giovanni Fuorcivitas e il celebre pulpito di Andrea Pisano nella chiesa di Sant'Andrea (1298-1301).

// Firenze: Battistero di San Giovanni e Chiesa di San Miniato al Monte;
// Prato: Duomo (affreschi di Filippo Lippi), Basilica di Santa Maria delle Carceri, Castello dell'Imperatore, Conservatorio e Monastero di San Niccolò, Chiesa di San Francesco, Chiesa di San Domenico, Oratorio di Santa Maria Maddalena ai Malsani, Cave di serpentino a Figline (Centro di Scienze naturali);
// Pistoia: Cattedrale di San Zeno e Battistero, Chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, Chiesa di San Pier Maggiore, Sant'Andrea e San Bartolomeo in Pantano.

// L'itinerario proposto potrebbe coinvolgere le manifestazioni culturali e gli eventi museali che le varie sedi ospiteranno nei periodi in cui verranno concordate le visite; potrà subire variazioni a seconda del periodo scelto per la sua realizzazione.