Comune di Pistoia

Città di origine romana, Pistoia è un vero e proprio paradiso per gli amanti dell'arte e delle tradizioni. Poeti e scrittori ne hanno esaltato il fascino, chiamandola "città di pietra incantata" e "città dalle larghe strade e dalle belle chiese".
E in effetti il centro cittadino offre al visitatore la possibilità di addentrarsi in un percorso ricco di chiese, chiostri, palazzi e monumenti che vanno dal Medioevo in avanti e che ruotano intorno ad una piazza del Duomo tra le più affascinanti d'Italia. Senza contare che, ai margini della città, si trovano borghi, pievi e castelli fortificati di straordinaria bellezza, oltre ad una delle maggiori collezioni di land-art del mondo (Fattoria di Celle).
E poi ci sono lo zoo, un'isola naturale immersa nel verde della valle del Vincio, e un particolarissimo "Ecomuseo" che propone itinerari ecologici e culturali attraverso la montagna.
Chi ama la musica trova a Pistoia un appuntamento da non perdere: il celebre Festival Blues che si svolge nella piazza del Duomo e che ogni estate richiama star del calibro di John Mayall, B. B. King e Bob Dylan. Mentre chi preferisce il folklore, a luglio, può fermarsi a seguire la Giostra dell'orso, che ripropone i fasti di un torneo medievale in costume.
Entrambe le manifestazioni fanno parte del "Luglio Pistoiese".
E per fare acquisti. Niente di più facile.
Accanto al turismo, artigianato e vivaismo sono gli ingredienti base dell'economia pistoiese.
Nota in tutto il mondo per i treni e gli autobus progettati e costruiti dalla Breda ferroviaria spa, Pistoia è infatti celebre anche per le piante, i fiori, i mobili, la biancheria per la casa, l'abbigliamento e tutta una serie di produzioni uniche, come i piatti musicali e i ricami realizzati con il cosiddetto "punto di Casalguidi".

Capoluogo del Comune: Pistoia (65 mt. slm)
Frazioni: Collina (932 mt. slm), Valdibrana, Capostrada, Candeglia, Pontenuovo, Santomato, Chiazzano, Bonelle, Bottegone, Masiano, Ramini, Spazzavento, Pontelungo, Gello, Cireglio, Le Piastre (740 mt. slm), Le Grazie, Piteccio, Sanmommè (553 mt. sim), Pracchia (616 mt. Slm).
La presenza di numerose tracce del passato testimonia ancora oggi l'antica origine di Pistoia. Se la sua configurazione planimetrica indica probabilmente un impianto di origine romana, l'attuale tessuto urbano certamente ricalca i limiti segnati dalle tre Cerchie Murarie (1). La piazza del Duomo, antico centro civile e religioso della città, è tutt'oggi definita dai principali edifici che nei secoli ne hanno caratterizzato la vita politica e religiosa: il Palazzo Comunale (2)(3)(4) e il Palazzo Pretorio (5) sorgono rispettivamente sul lato est ed ovest della piazza, mentre il Duomo (6)(7), il Palazzo dei Vescovi (8)(9) e il Battistero (10) ne delimitano la porzione meridionale. Se i monumenti più antichi del centro cittadino risalgono al periodo medioevale, particolarmente florido per Pistoia, ciò non ha impedito che in epoca moderna si inserissero nelle immediate adiacenze di piazza del Duomo altri e significativi edifici, quali la sede della locale Cassa di Risparmio (11) e le Poste Centrali (1932/1937), progettate dall'architetto A. Mazzoni. La vicina Piazza della Sala (12) appartiene ugualmente al nucleo più antico della città, che, protendendosi verso settentrione sino a comprendere la chiesa dello Spirito Santo (13) e la Biblioteca Forteguerriana (14), include numerosi Edifici Sacri (15) che, benché sconsacrati, sono testimoni dell'antica organizzazione religiosa di Pistoia. Questo antico agglomerato urbano è definito da una viabilità anulare (via F. Pacini, via C. Cavour, via Curtatone e Montanara, via Abbi Pazienza, via del Carmine, via delle Pappe) che ricalca grossomodo l'andamento della prima cerchia di mura. Su questo circuito si attestano preziose testimonianze dell'architettura cittadina, come l'Ospedale del Ceppo (16), l'antico monastero benedettino di S.Mercuriale (oggi sede della Pretura) e alcuni palazzi appartenuti alle nobili famiglie pistoiesi, fra i quali merita una sosta il Palazzo Rospigliosi, che ospita il Museo Clemente Rospigliosi e il Museo Diocesano (17). Il tratto di via Cavour, sul quale prospetta il Palazzo del Balì (18), è potentemente caratterizzato dai marmi bianchi e neri della
chiesa di S.Giovanni Fuorcivitas (19), mentre, procedendo per via Curtatone e Montanara, sulla quale prospettano bei palazzi manieristi, si può raggiungere il complesso della chiesa di S.Filippo Neri e della Biblioteca Fabroniana (20). Oltre il perimetro della prima cerchia muraria, lungo i principali tracciati viari che uscivano dalla città, si insediarono gli importanti complessi religiosi di S.Bartolomeo (21), di S.Pier Maggiore (22), di S.Paolo (23), della Madonna dell'Umiltà (24) e di S.Andrea (25), di fronte al quale si trova Palazzo Fabroni (26), e poi le chiese di S.Benedetto al Monteoliveto (27), di S.Maria di Ripalta (28), di S.Lorenzo (29) e di S.Maria delle Grazie (30). Anche l'andamento della seconda cerchia muraria è facilmente intuibile percorrendo il corso Amendola, il corso Fedi e il corso Gramsci, che si sono ad essa sostituiti. Subito fuori la seconda cerchia si insediarono, nel XIV secolo, i conventi degli Ordini Mendicanti: i Francescani (31), i Domenicani (32), i Serviti (33), i Carmelitani, e la casa dei Cavalieri del Tau (34)(35). Lungo il Corso Gramsci non si può trascurare la presenza di due rilevanti istituzioni: il Teatro Manzoni, maggior ente teatrale cittadino, e la Casa-Museo dell'artista Fernando Melani (36). Il giro della città può concludersi sul perimetro della terza cerchia muraria, di forma quadrilatera, ai cui vertici si aprivano le quattro porte che immettevano sui principali tracciati viari esterni. In età medicea questa terza cortina difensiva venne munita, sul vertice sud orientale, della Fortezza di S.Barbara (37), che ebbe lo scopo di proteggere il territorio mediceo da eventuali insurrezioni dei pistoiesi, ribaltando così la funzione del sistema difensivo. Delle quattro porte, della cui struttura architettonica nulla rimane, sono arrivati sino ai nostri giorni i nomi, che ancora contraddistinguono i relativi quartieri: Porta al Borgo a settentrione, Porta S.Marco a oriente, Porta Carratica a meridione e Porta Lucchese a occidente. Da essi l'odierna viabilità consente di raggiungere altri luoghi di interesse nei dintorni di Pistoia. Da Porta al Borgo via Dalmazia consente, deviando in via Clemente IX e poi in via Val di Brana, di raggiungere l'abitato di Val di Brana (38). Sempre procedendo lungo via Dalmazia, dopo aver oltrepassato Villa Puccini (39) e la chiesa del Cuore Immacolato di Maria (40), si giunge al bivio di Capostrada da dove partono le strade che conducono ai valichi appenninici di Abetone e di Collina (41). Da Capostrada raggiunta la località Ponte Calcaiola è possibile proseguire lungo la valle del torrente Ombrone per raggiungere Le Grazie, località di soggiorno estivo a breve distanza dalla città e, oltrepassata la frazione di Piteccio, Castagno (42). Da Piteccio è altresì possibile giungere a Sammommè, rinomata località di villeggiatura sulle pendici collinari a nord di Pistoia. Sempre da Ponte Calcaiola proseguendo per la statale 66 si possono invece raggiungere le località di Piazza, Cireglio (43), nei cui pressi nacque il linguista Policarpo Petrocchi e Le Piastre, antica stazione di posta sulla strada modenese. Da qui la strada corre lungo la valle del fiume Reno e superata Pontepetri, proseguendo sempre lungo il corso del fiume, raggiunge Pracchia (44), ai limiti settentrionali del comune di Pistoia. Da Porta S.Marco via Padre Antonelli procede in leggera salita sino a Candeglia da dove, deviando a destra per la strada PistoiaRiola, si raggiunge l'antica pieve di S.Giovanni di Val di Bure (45) e più avanti la foresta dell'Acquerino (883 mt. slm). Sempre da Porta S.Marco per via B. Sestini si raggiunge la via Montalese che, oltrepassata, in località Sei Arcole, la deviazione per il Cimitero Brasiliano (46), prosegue lungo un percorso pedecollinare con bella vista su antichi e nobili insediamenti, fra i quali merita un cenno la seicentesca Villa Imbarcati dell'architetto pistoiese Iacopo Lafri. Merita senza dubbio un' accurata visita la settecentesca Villa Celle (47) con la sua collezione di arte contemporanea annunciata da una scultura di A. Burri. Da Porta Carratica, oltrepassato il ponte detto dell'Arca, che valica la ferrovia Firenze-Viareggio, due diverse strade conducono verso Firenze: la statale 66, che prende il nome di via Fiorentina, e la provinciale Pratese. Da quest'ultima è possibile, per una deviazione a destra, raggiungere Badia a Pacciana (48). Porta Lucchese costituisce oggi un imporante nodo viario che consente di lasciare Pistoia dirigendosi verso Lucca o verso la bella campagna ad ovest della città. La vecchia via per Lucca, una volta superato il ponte sul torrente Ombrone, conduce mediante una deviazione sulla destra al Convento di Giaccherino (49) mentre proseguendo si incontra la Villa di Montebuono (50). Poco dopo una deviazione a destra, in località Spazzavento, sale fino alla Pieve di Groppoli (51) lasciata la quale e tornati sulla strada principale si incontra la Villa Forteguerri (52). Da Porta Lucchese alcune deviazioni nella suggestiva campagna olivata procedono verso lo Zoo Città di Pistoia (53) nei cui dintorni sorgono belle residenze gentilizie.
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